La ferita dell’abbandono
COSTELLAZIONI FAMILIARI SPIRITUALI
Come le Costellazioni Familiari possono aiutarci a scoprire le radici dell’abbandono per ritrovare appartenenza, fiducia e forza nella vita

A volte non è il presente a farci soffrire
A volte non abbiamo paura che l’altro se ne vada.
Abbiamo paura di sentire di nuovo quello che abbiamo provato quando, da bambini, ci siamo sentiti abbandonati.
La ferita dell’abbandono può nascere quando abbiamo vissuto l’esperienza di essere lasciati soli proprio quando avevamo bisogno della presenza, dell’amore o del sostegno dell’altro.
Può esserci stato un abbandono reale, una separazione, un lutto, un ricovero, un genitore assente o emotivamente distante.
Altre volte, ciò che per un adulto può sembrare un evento comprensibile viene vissuto dal bambino come qualcosa di molto più grande:
“Sono solo.”
“Non ci sei quando ho bisogno di te.”
“Non posso fidarmi.”
“Prima o poi chi amo se ne andrà.”
Il bambino cresce, diventa adulto, costruisce relazioni e la sua vita.
Eppure quella parte abbandonata può continuare ad aspettare.

Come la ferita dell’abbandono si manifesta nelle relazioni
La ferita dell’abbandono non si manifesta soltanto nella paura di essere lasciati.
Può apparire nel bisogno continuo di conferme, nella difficoltà a stare soli, nella gelosia, nel controllo, nell’ansia quando l’altro si allontana o nel bisogno di sentirsi costantemente scelti e rassicurati.
Possiamo aggrapparci alle relazioni oppure evitare di coinvolgerci profondamente per non rischiare di soffrire ancora.
A volte siamo noi ad allontanarci per primi:
“Ti lascio prima che tu possa lasciare me.”
Altre volte cerchiamo di diventare indispensabili, aiutando e sostenendo gli altri anche oltre ciò che ci viene realmente chiesto e oltre quelle che sono le nostre reali possibilità.
Perché, in profondità, può esserci una convinzione inconsapevole:
“Se hai bisogno di me, forse non mi lascerai.”

Il contributo di Lise Bourbeau
Tra gli autori che hanno approfondito il tema, Lise Bourbeau, nel suo lavoro sulle “cinque ferite”, mette in luce come la ferita dell’abbandono possa portarci a cercare nell’altro sostegno, presenza e rassicurazione, fino a sviluppare quella che definisce la “maschera del dipendente”.
Dietro questo bisogno può nascondersi una domanda ancora più profonda:
“Sono abbastanza importante perché qualcuno scelga di restare con me?”
Quando questa ferita è attiva, l’amore può confondersi con il bisogno e la relazione diventare il luogo in cui chiediamo all’altro di colmare ciò che dentro di noi è rimasto aperto.

Il bambino interiore che continua ad aspettare
Dentro l’adulto può esserci ancora un bambino che aspetta che qualcuno ritorni.
Che lo scelga. Che lo veda. Che gli dica: “Io resto.”
Senza rendercene conto possiamo chiedere al partner, agli amici, ai figli o alle persone che incontriamo di riparare quella ferita.
Il movimento di trasformazione può iniziare quando riconosciamo quella parte senza giudicarla e cominciamo lentamente a diventare anche per noi stessi quella presenza che abbiamo sempre cercato fuori.
L’adulto che siamo oggi può voltarsi verso quel bambino.
Guardarlo. Avvicinarsi. Aprire le braccia. E dirgli:
“Ti vedo. Conosco la tua paura. Adesso sono qui.”

La ferita dell’abbandono e il sistema familiare
Nelle Costellazioni Familiari Spirituali proviamo ad ampliare ulteriormente lo sguardo.
Non cerchiamo un colpevole.
Guardiamo ciò che è accaduto e ciò che può essere presente nel nostro sistema familiare.
Dietro un genitore che non è riuscito ad esserci possono esserci, a loro volta, perdite, lutti, separazioni, esclusioni, figli morti prematuramente, persone costrette ad abbandonare la propria casa o la propria terra.
A volte ciò che viviamo appartiene alla nostra storia personale.
Altre volte può entrare in risonanza con qualcosa di più antico.
Le Costellazioni possono aiutarci a rendere visibili alcuni di questi fili invisibili, riconoscere ciò che appartiene al passato e permettere a ciascuno di riprendere il proprio posto.
Non per cancellare ciò che è accaduto.
Ma perché ciò che è stato possa finalmente essere visto e trovare un posto.

Dalla paura di essere lasciati alla capacità di restare
Guarire la ferita dell’abbandono non significa ottenere la certezza che nessuno ci lascerà mai.
Quella certezza non esiste.
Significa scoprire che possiamo costruire dentro di noi una presenza più stabile, una fiducia più solida.
Possiamo imparare a stare con noi stessi.
Possiamo amare senza aggrapparci.
Possiamo lasciare andare senza perdere noi stessi.
Possiamo incontrare l’altro non più soltanto come qualcuno che deve proteggerci dalla nostra solitudine, ma come una persona libera che sceglie di stare accanto a noi.
Cosa faremo durante l’incontro
Durante questo incontro esploreremo la ferita dell’abbandono attraverso riflessioni, esercizi esperienziali e Costellazioni Familiari Spirituali, osservando le sue possibili radici, il modo in cui può continuare a manifestarsi nelle relazioni e i movimenti interiori e sistemici che possono aiutarci a trasformarla.
Durante la pratica delle Costellazioni Familiari sarà possibile lavorare sul tema dell’abbandono oppure, su richiesta, su altri temi personali più urgenti.
Se vuoi approfondire la pratica delle Costellazioni Familiari Spirituali e il mio approccio,clicca qui.
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