La ferita del rifiuto

COSTELLAZIONI FAMILIARI SPIRITUALI

Scoprire le radici del rifiuto e come ritrovare il nostro posto nella vita

 Ci sono ferite che nascono da ciò che è successo e altre da come abbiamo vissuto ciò che accadeva intorno a noi.

La ferita del rifiuto può nascere quando da bambini facciamo esperienza di un rifiuto reale, ma anche quando viviamo interiormente come rifiuto una distanza, un’assenza o una difficoltà dell’altro.

Non è necessario, quindi, che un genitore abbia consapevolmente rifiutato un figlio. Possono esserci una gravidanza difficile o inattesa, una separazione precoce, un genitore emotivamente distante, aspettative molto forti, confronti, critiche o la percezione che, per ricevere amore, sia necessario essere diversi da ciò che si è.

“Non mi vogliono così come sono”

Il bambino non possiede ancora gli strumenti per comprendere la complessità degli adulti.

Non pensa: “Mio padre sta attraversando un momento difficile.”

Può pensare invece: “Non mi vuole, non vado bene, c’è qualcosa di sbagliato in me.”

Da questa esperienza può nascere una convinzione dolorosa:
non avere pienamente diritto a esistere così come si è.

Come può manifestarsi nella vita adulta

La ferita del rifiuto può accompagnarci anche in età adulta cercando continuamente approvazione, diventando molto sensibili alle critiche, sentendoci fuori posto, difficoltà a confrontarci con gli altri o pretendendo tanto da noi stessi nel tentativo di dimostrare il nostro valore.

Possiamo avere paura del giudizio, difficoltà a esporci, perfezionismo, sensazione di non essere mai abbastanza o difficoltà a riconoscere il nostro valore.

Altre volte siamo noi ad allontanarci: rinunciamo prima ancora di provare, ci sottraiamo quando una relazione diventa importante o rifiutiamo prima di essere rifiutati.

Il contributo di Lise Bourbeau

Tra gli autori che hanno approfondito il tema,Lise Bourbeau, nel suo lavoro sulle “cinque ferite”, mette in luce come alla ferita del rifiuto viene associata la cosiddetta “maschera del fuggitivo”.

Quando sentirsi visibili è stato doloroso, diventare invisibili può diventare una forma di protezione.

Quando restare è stato doloroso, fuggire può essere una sorta di finta prevenzione.

Dietro questo movimento può esserci una domanda profonda:

“Se mi mostro davvero per ciò che sono, continuerà ad amarmi?”

Il bambino interiore che aspetta di essere accolto

Dentro l’adulto può continuare a vivere una parte più giovane che ha imparato a sentirsi sbagliata, indesiderata o fuori posto.

Quella parte può continuare a cercare nell’esterno qualcuno che dica: “Vai bene così.”

Il lavoro interiore non consiste però soltanto nell’attendere che arrivi questa conferma.

A un certo punto può cominciare un movimento verso una visione nuova: diventare noi stessi la persona che può farci sentire finalmente accolti.

Il rifiuto nel sistema familiare

Le Costellazioni Familiari ci permettono di osservare questa ferita anche da una prospettiva più ampia.

Nel sistema familiare possono esserci persone escluse, figli non riconosciuti, aborti, lutti, separazioni, familiari dimenticati o persone giudicate e allontanate.

Secondo la prospettiva sistemica di Bert Hellinger, ogni membro della famiglia appartiene.

Quando qualcuno viene escluso o dimenticato, nelle generazioni successive può emergere inconsapevolmente qualcuno che ne ripropone il sentimento di esclusione.

E così la domanda: “Perché mi sento sempre fuori posto?” può aprire uno sguardo più ampio sulla storia familiare.

Madre, padre e diritto di esistere

Le prime esperienze di appartenenza avvengono attraverso nostra madre e nostro padre.

Da loro riceviamo qualcosa che viene ancora prima dell’amore così come normalmente lo intendiamo: la vita.

Quando interiormente rifiutiamo uno dei nostri genitori, oppure percepiamo di essere stati rifiutati, può diventare difficile accogliere pienamente anche una parte di noi stessi.

Il lavoro non consiste nel giustificare tutto ciò che i genitori hanno fatto, ma nel riconoscerli con i loro limiti e la loro storia, onorando il movimento attraverso cui la vita è arrivata fino a noi.

Uno dei passaggi più importanti consiste nel distinguere ciò che abbiamo vissuto da ciò che abbiamo finito per credere di noi stessi.

Forse non siamo stati accolti come avremmo desiderato. Ma questo non significa che non fossimo degni di essere accolti.

Forse qualcuno non ha saputo riconoscerci. Ma questo non determina il nostro valore.

Tornare a casa dentro di sé

Guarire la ferita del rifiuto non significa arrivare a un punto nel quale nessuno ci rifiuterà più.

Significa arrivare progressivamente a un luogo interiore nel quale il rifiuto dell’altro non diventi più automaticamente rifiuto di noi stessi.

Significa tornare verso quella parte che abbiamo nascosto o giudicato e poterle dire:

“Ti vedo. Ti accolgo. Puoi essere ciò che sei. Anche tu hai un posto nella vita. Puoi trovare casa finalmente dentro di te.”

Cosa faremo durante l’incontro

Durante questo incontro esploreremo la ferita del rifiuto attraverso riflessioni, esercizi esperienziali e Costellazioni Familiari Spirituali, osservando le sue possibili radici e i movimenti interiori e sistemici che possono aiutarci a trasformarla.

Durante la pratica delle Costellazioni Familiari sarà possibile lavorare sul tema del rifiuto oppure, su richiesta, su altri temi personali più urgenti.

Se vuoi approfondire la pratica delle Costellazioni Familiari Spirituali e il mio approccioclicca qui 

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